Tre disegni diversi che tutti chiamano allo stesso modo, un modulo da far tornare con le misure della stanza e una manodopera che può raddoppiare. Ecco cosa sapere prima di sceglierla.
Si chiamano tutte "spina", ma sono tre disegni diversi e tre costi diversi. Vale la pena saperlo prima di chiedere un preventivo, perché è la prima domanda che facciamo noi.
Le doghe sono tagliate a 90° e si incastrano a L, una contro il fianco dell'altra. È il disegno classico, quello delle case d'epoca. Meno sfrido, posa più rapida, costo più contenuto delle altre due.
Le testate sono tagliate in diagonale, a 45° o 60°, e le doghe si affrontano in punta formando una V continua. Il disegno è più nervoso e regolare, ma il taglio in diagonale genera più sfrido e il materiale costa di più.
Non è una spina: le doghe sono parallele e sfalsate a intervalli fissi (regolare) o casuali (irregolare). Costa come una posa dritta, ma dà un ritmo che una posa a correre continua non ha.
Nel nostro catalogo di pavimenti in legno la spina si fa in rovere, frassino, noce e larice. Il rovere resta l'essenza più richiesta perché la venatura regge bene il disegno geometrico senza confonderlo; il frassino olivato, all'opposto, va scelto sapendo che il contrasto della venatura competerà con il disegno della spina.
Una posa a spina non tollera l'improvvisazione. Il modulo del disegno va fatto tornare con le misure reali della stanza: si parte dall'asse della stanza o dall'asse della porta d'ingresso, e da lì si sviluppa il disegno verso i muri. Se il modulo non è studiato prima, le fasce di compensazione ai bordi diventano visibili e la stanza sembra storta.
Per questo la spina si progetta insieme al formato della doga: doghe da 60, 70 o 90 cm danno tre disegni con proporzioni completamente diverse nella stessa stanza. In una stanza piccola una doga lunga schiaccia il disegno; in un ambiente grande una doga corta lo rende inquieto.
C'è poi la direzione. La spina posata con l'asse parallelo alla luce della finestra dà un effetto molto diverso da quella posata a 45°: nel primo caso il disegno accompagna la stanza, nel secondo la allarga otticamente. Si decide guardando la pianta, non il campione.
Rispetto alla stessa essenza posata dritta, una spina incide su due voci. Sulla manodopera, che può arrivare a raddoppiare perché ogni elemento va allineato singolarmente e il controllo del modulo è continuo. E sullo sfrido, che cresce per via dei tagli di compensazione lungo i muri: sulla ungherese, con le testate in diagonale, cresce ancora di più.
Il legno in sé costa uguale a parità di essenza e spessore, salvo il caso della spina ungherese, dove gli elementi arrivano già tagliati in diagonale e il taglio è nel prezzo. Il dettaglio delle voci è nella nostra guida ai prezzi del parquet al mq.
Un'ultima cosa da sapere: la spina è un pavimento che non si posa a metà. Se l'ambiente prosegue in un corridoio o in una seconda stanza, il disegno deve continuare in modo coerente. Le soluzioni sono due — proseguire il modulo o interrompere con una fascia di riquadratura — e vanno decise prima, non davanti alla soglia.
Si può fare, e la facciamo, ma solo con il prefinito a tre strati e posa incollata a tutta superficie. Il supporto multistrato incrociato contiene i movimenti che l'impianto impone al legno; il massello, sulla spina e sul riscaldamento insieme, apre le fughe.
Le condizioni sono le solite tre, e non sono negoziabili: massetto asciutto e certificato, ciclo di messa a regime dell'impianto completato prima della posa, e temperatura di mandata contenuta in esercizio. Se il cantiere non è in queste condizioni preferiamo aspettare piuttosto che posare: un pavimento a spina rifatto costa quanto due.
La spina è il pavimento che meno si giudica da una foto: cambia con la luce della stanza, con la lunghezza della doga e con l'angolo da cui la si guarda entrando. In stabilimento a Fontanelle (TV) c'è lo spazio espositivo con le essenze da guardare dal vivo. Meglio telefonare prima.
Se avete già la pianta della stanza, mandatecela: sul disegno si vede subito se il modulo torna e con quale lunghezza di doga. Rispondiamo anche fuori dagli orari d'ufficio.
Nella spina italiana le doghe sono tagliate a 90° e si incastrano a L, una contro il fianco dell'altra. Nella ungherese le testate sono tagliate in diagonale, a 45° o 60°, e le doghe si affrontano in punta formando una V continua. La ungherese è più regolare da guardare, ma costa di più: il taglio in diagonale genera più sfrido e il materiale arriva già lavorato.
L'incidenza è tutta sulla manodopera e sullo sfrido: la posa può arrivare a costare il doppio rispetto a una posa dritta, perché ogni elemento va allineato singolarmente. Il legno costa uguale a parità di essenza, tranne nella spina ungherese dove il taglio in diagonale è già nel prezzo dell'elemento.
Sì, con prefinito a tre strati e posa incollata a tutta superficie. Servono massetto asciutto e certificato, ciclo di messa a regime dell'impianto completato prima della posa e temperatura di mandata contenuta. Il massello, sulla spina e sul riscaldamento insieme, tende ad aprire le fughe.
Sì, ma cambia la lunghezza della doga: in una stanza piccola una doga lunga schiaccia il disegno, e conviene scendere di formato. È il motivo per cui chiediamo sempre la pianta prima di quotare: la stessa spina in due stanze diverse richiede due formati diversi.
Il rovere, perché la venatura regge il disegno geometrico senza competerci. Frassino e larice funzionano bene. Un'essenza a forte contrasto come il frassino olivato si può fare, ma va scelta sapendo che la venatura entrerà in competizione con il disegno della spina.
Ultimo aggiornamento: · redazione tecnica Pan.door.a
Prezzi, posa e catalogo delle essenze.